Quando parliamo di bypass gastrico facciamo riferimento ad un intervento mirato per la restrizione dello stomaco.

È definito anche “intervento restrittivo ormonale” perché la sua azione riduce la produzione di alcuni ormoni responsabili della fame e aumenta la produzione di altri che sono in grado di stimolare il senso di sazietà.

La sensazione di sazietà, dopo questo intervento, sopraggiunge dopo qualche boccone andando così a modificare totalmente le abitudini alimentari del paziente.
A seguito del bypass gastrico, è fondamentale che il paziente segua un nuovo regime alimentare per ripristinare il metabolismo e riuscire ad ottenere i migliori risultati dalla terapia.

L’intervento

Il bypass gastrico prevede la creazione di una minuscola tasca gastrica (grande quanto una tazzina di caffè) in grado di contenere davvero una piccola quantità di cibo.
Questa tasca viene separata dallo stomaco e si svuota direttamente in un tratto dell’intestino tenue, il quale viene suturato alla tasca.
Questa operazione fa sì che il cibo non passi né per lo stomaco né per la prima parte dell’intestino, provocando deficienze nell’assorbimento di alcune vitamine e sali minerali.

Alla luce di quanto detto fin ora, il paziente, sotto consiglio medico, dovrà assumere vitamine come il calcio e il ferro.

 

I vantaggi

Abbiamo detto che il bypass gastrico provoca la riduzione del senso di fame a favore di una sazietà precoce, permettendo, quindi, al paziente di perdere peso.

Indicazioni

Chi può sottoporsi a questo intervento?

Molto medici sono inclini a consigliare questa tipologia di intervento a tutte quelle persone che soffrono di diabete mellito tipo2 e di reflusso gastroesofageo.

 

Bibliografia

1. R.D, Chirurgia basi teoriche e Chirurgia generale, Milano, Elseiver - Masson 2006.

2. R.D, Chirurgia basi teoriche e Chirurgia generale, Milano, Elseiver - Masson 2006.